The Way Back – film survival

The Way Back è un film molto interessante, regia di Peter Weir, con attori famosi come  Colin Farrell, Ed Harris , un gruppo di prigionieri sfuggiti da un gulag, devono cavarsela nella selvaggia Siberia, durante il duro inverno a temperature proibitive.
In questo film anche se non vengono approfondite particolarmente le tecniche di sopravvivenza (ne vengono descritte alcune); si evidenzia quali siano le azioni prioritarie e come ci si comporta in ambienti estremi. Sicuramente da vedere non può mancare tra la collezione degli appassionati del survival.

Stage di orientamento

Si è svolto lo stage di orientamento sportivo, il 25 luglio alla Forchetta di Ancarano di Norcia (PG) per il campus estivo parrocchiale a cui hanno partecipato numerosi ragazzi. Che hanno saputo trovare tutti gli obiettivi assegnati. Bravi ragazzi!

Manuale di sopravvivenza

 

Una guida essenziale ma completa alle tecniche di sopravvivenza, le regole da seguire per il cibo, l’accampamento, l’orientamento, tecniche di procacciamento del cibo, tutte le strategie sperimentate dalle unità speciali delle SAS inglesi.

Questo manuale è uno dei migliori attualmente in commercio, è la traduzione in italiano del manuale delle unità speciali delle SAS inglesi, di cui l’autore ne ha fatto parte.

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Manuale di sopravvivenza. Come cavarsela in ogni situazione, clima e ambiente

Emergenza neve

Alcuni semplici suggerimenti per affrontare le emergenze neve.

  1. Fare scorte alimentari: zucchero, sale, olio, farina, caffè solubile o tè, frutta secca, biscotti, cioccolata, caramelle, alimenti in scatola (tonno, carne, pasta).
  2. Fare scorte per igiene e pulizia personale: dentifricio, sapone, disinfettanti, medicinali generici e personali, carta igienica.
  3. Fare scorte di acqua potabile.
  4. In casa: in caso di mancanza di energia elettrica, è possible usare camini e stufe utilizzando la legna, accertarsi che nell’abitazione dove accendete i fuochi per riscaldarvi sia sufficientemente ventilata per il ricambio di aria, per evitare di rimanere asfissiati o per intossicazione da ossido di carbonio.
  5. Indossate vestiti caldi o tutto quello che avete a disposizione per scaldarvi, le parti maggiormente esposte al congelamento sono il naso, orecchie, mani, piedi.
  6. Riposatevi e riducete al minimo ogni sforzo fisico.
  7. Avere a disposizione una radio AM/FM a batterie per essere aggiornati sulle condizioni meteo e gli avvisi della protezione civile.
  8. Avere a disposizione un celllulare con le batterie cariche al massimo, utilizzarlo solo per le emergenze, accendere il cellulare ad orari prestabiliti ad esempio ogno mezz’ora per 10 minuti, usare preferibilmente SMS per consumare meno batteria. Tenete il celllulare più vicino possibile al corpo in quanto con il freddo la batteria si scarica più rapidamente.
  9. Se vi trovate bloccati con il vostro autoveicolo: non addormentatevi con il motore acceso, non fate entrare i gas di scarico nell’auto, se non avete più carburante per scaldarvi copritevi con tutto quello che avete, fate in modo che la neve non vi seppellisca all’interno dell’automobile in quanto si potrebbe rimanere asfissiati, può essere utile avere nell’autoveicolo delle scorte di emergenza di cibo e acqua, una pala, torce a vento, pila frontale, guanti da lavoro, coperte; sulle strade invernali utilizzare pneumatici termici e le  catene da neve quando servono.
  10. Imparate ad avere una mentalità di prevenzione delle emergenze, attraverso corsi specifici o enti preposti.

 

Rifugio igloo
Rifugio nella neve un igloo

Escursioni in sicurezza

Con la bella stagione, molte persone escono per un escursione in montagna, anche semplicemente per passeggiare, cercare funghi o andare in bicicletta, di seguito vi diamo alcune indicazioni utili, per fare le vostre esperienze in ambiente naturale con una certa sicurezza, evitando incidenti:

  1. Abbigliamento: vestirsi in modo appropriato alle condizioni che si devono affrontare.
  2. Equipaggiamento: portare almeno un equipaggiamento base (coltello, kit accensione fuoco, fischietto). Accertatevi di saper usare correttamente l’attrezzatura e non dimenticate un set di primo soccorso.
  3. Itinerario: consultate cartine, guide ed informatevi presso professionisti locali sulle condizioni meteo e ambientali.
  4. Limiti: nel programmare l’itinerario tenete conto del vostro livello tecnico e dello stato di allenamento. Riconoscere i propri limiti può salvare la vita.
  5. Cibo: oltre ai vostri alimenti normali, portare una scorta di cibo e acqua di emergenza.
  6. Meteo: in montagna soprattutto ad alta quota, le condizioni meteo possono mutare radicalmente anche in pochi minuti.
  7. Partire da soli: è più rischioso, se scegliete questa opzione portare con sé un telefonino ed accertarsi che ci sia copertura.
  8. Lasciate informazioni: comunicate ai vostri conoscenti o enti preposti informazioni sul vostro itinerario e sull’orario approssimativo di rientro.
  9. Segnaletica: osservate l’ eventuale segnaletica o indicazioni che trovate sul percorso.
  10. Tornare suo propri passi: se le condizioni del tempo o la difficoltà aumenta vi consigliamo di rientrare, non vergognatevi di ciò. La montagna rimane dove l’avete lasciata per la prossima escursione.
  11. Incidente: in caso di incidente valutate il caso e se necessario chiamate il 118.

 

Cibo di emergenza

COSA PORTARE
L’alimentazione  è  importante   per   chi  pratica   attività   outdoor,   in   particolare  c’è bisogno  di  glucidi  a  lenta  assimilazione,   se  facciamo   del  trekking anche  proteine e vitamine. In  un  ambiente  naturale  come   quello   italiano, sia  in  inverno che in estate possiamo portare:
Per un giorno:   pane,   crackers o simili,   frutta secca,   muesli (ricetta svizzera: fiocchi di cereali, noci, nocciole, uvetta, miele, mele secche), cioccolata, succhi di frutta, acqua almeno un litro, tè.
Per due o più giorni: oltre agli   alimenti già citati, portate con voi anche prodotti liofilizzati, scatolette di tonno e/o carne, integratori di sali minerali ad es. Supradyn o Polase, acqua almeno due/tre litri al giorno.

RAZIONE K
L’elenco  degli  elementi   sotto   indicati,    soddisfano  complessivamente    tutti  i bisogni   dell’organismo   in situazioni   di  forte   stress  sia  fisico che psichico  per circa   24 ore,  se aumentate la quantità della lista,  anche    per   più  giorni,   può essere    messa in un   piccolo contenitore di alluminio ed utilizzata come razione di emergenza:
Fornello di esamina;
Tavolette di esamina;
Fiammiferi impermeabili;
Gomme da masticare;
Carta Igienica;
Sale;
Compresse potabilizzatrici;
Cioccolata calda;
Caffè solubile;
Gallette integrali;
Latte in polvere;
Bustine di tè;
Zucchero;
Tavoletta di cioccolato;
Barretta energetica;
biscotti alla frutta;
Biscotti integrali;
Scatole di carne;
Tavolette di destrosio;
Caramelle;
Frutta secca;
Minestra liofilizzata.

LIOFILIZZATI
Gli alimenti liofilizzati,   sono leggeri,   facili da cucinare,  hanno un apporto calorico sufficiente,ci vuole dell’ acqua. Come si preparano:  si taglia superiormente la busta del liofilizzato, il contenuto si versa in una gavetta   con dell’acqua calda, oppure si lascia nell’involucro, versando all’interno dell’acqua calda, si mescola il tutto affinché il prodotto   assorba il liquido, i liofilizzati sono pronti.   Se si mangiano liofilizzati per parecchi   giorni, bisogna   integrare   la dieta con   prodotti   freschi come frutta e verdura.

FONTI NATURALI DI CIBO
Se ci troviamo senza cibo, la regola più importante da osservare è quella di non spendere più calorie di quelle che riusciamo ad immagazzinare nel nostro organismo, altrimenti andiamo incontro al deperimento e alla morte. Abbiamo delle fonti naturali di cibo, che sono di origine animale e vegetale, la prima scelta da fare sono le piante, in quanto si possono trovare più facilmente, ed in abbondanza e spendiamo poche energie, quando la situazione di sopravvivenza si è normalizzata, questo avviene in circa 4-5 giorni, si passa alla fase di sussistenza e quindi possiamo iniziare a cacciare qualche animale.

Le principali risorse di cibo:
Le piante commestibili sono la maggioranza rispetto a quelle non commestibili o tossiche, dobbiamo cercare di scegliere un posto dove c’è ne sono in abbondanza, cosa importante è saperle riconoscerle attraverso l’addestramento ed esperienza. Il loro sapore è diverso la maggior parte sono amare, le foglie sono più coriacee, rispetto alle nostre verdure a tavola, ma è una questione di abitudini. Attraverso le piante introduciamo nel nostro organismo liquidi, glucidi, vitamine, elementi minerali.
I frutti e bacche delle piante, quelle più facilmente reperibili in natura sono il ciliegio selvatico, bacche di rosa canina, il prugnolo, sorbo, biancospino, corniolo, corbezzolo, mele selvatiche, castagne, faggiola, ghianda, pungitopo, alchechengio, nocciolo, noci, sambuco.
Germogli delle piante, si possono mangiare le foglie giovani del faggio, acero, ciliegio, vitalba, felce, nocciolo, rosa canina, rovo.
Gli insetti, è possibile mangiare grilli, cavallette, locuste, formiche, uova di formiche, vermi, bruchi, termiti, lumache. Possono essere mangiati cotti o crudi, per i neofiti si consiglia di cuocerli. Gli insetti piccoli si mangiano interi, quelli pià grossi è possibile mangiare solo il corpo scartando la testa, le zampe e anche lo scudo dell’addome se troppo spesso. Attraverso gli insetti introduciamo le proteine.
Gli animali, iniziando con quelli di piccola taglia in quanto più facilmente catturabili, sono un ottima fonte di proteine, in Italia vanno bene tutte le specie che riuscite a trovare. Si possono catturare con un arco, bastone da lancio, atl-atl, lancia, trappole.

Affrontare i temporali

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Con i primi temporali estivi, si ripropongono i rischi legati alla montagna durante un’escursione o comunque nello svolgere attività all’aperto. Il Corpo forestale dello Stato raccomanda di seguire alcuni consigli utili per evitare incidenti e passare una piacevole e salutare giornata in montagna, rispettando l’ambiente e le sue regole:

  • Programmare bene il giorno prima l’escursione in montagna, se possibile farsi accompagnare da chi conosce i luoghi, acquisire informazioni locali sull’itinerario consultando il personale del più vicino Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato.
  • Consultare le previsioni del tempo locali, nel caso di mal tempo previsto rinunciare all’uscita.
  • Pianificare nel dettaglio l’itinerario in modo tale da prevedere lungo lo stesso rifugi, ricoveri, adeguati luoghi di sosta, sentieri segnalati, tratti di difficoltà adeguate all’età ed alle capacità psico-fisiche del gruppo.
  • Preparare un equipaggiamento adeguato per la montagna, portandosi al seguito zaino contenente giacca a vento (anche se è previsto il sole), maglia più pesante, cambio adeguato (calzini e maglia di cotone), generi alimentari ad alto contenuto energetico, cellulare carico, occhiali da sole, cappello, mappa del luogo con sentieri segnalati, altimetro-barometro, borraccia termica (con acqua!), kit di pronto soccorso portatile con medicinali essenziali, il tutto riporre con cura in contenitori impermeabili, indossare scarponcini alti alla caviglia, vestiario “a cipolla” (più maglie di cotone da indossare o meno a seconda della temperatura che si incontra), bastoncini telescopici da regolare a seconda dell’altezza della mano.
  • Addestrarsi all’uso dell’altimetro-barometro: uno strumento semplice, leggero ma utile per conoscere, durante l’escursione, la quota di ubicazione e le variazioni correnti delle condizioni del tempo (pioggia o sole).
  • Osservare sempre l’ambiente che ci circonda, per apprezzare le proprie peculiari bellezze naturali presenti, paesaggistiche, faunistiche o floristiche che siano, ma anche per cogliere e valutare tempestivamente e con la dovuta attenzione tutto ciò che accade intorno a noi e lungo il tratto che stiamo per impegnare davanti a noi (condizioni del tempo, del terreno, del gruppo, difficoltà del tratto).
  • E’ importante ricordare che in montagna durante l’estate il tempo cambia repentinamente, le nubi spesso arrivano dal basso e la visibilità può diminuire improvvisamente anche in condizioni di cielo assolutamente sereno, pertanto durante l’escursione osservare sempre l’orizzonte e le quote più basse per seguire l’evoluzione meteorologica (nubi in formazione, vento, calo improvviso della temperatura, foschia). In caso di peggioramento prevenire eventuale temporale in avvicinamento, rinunciando alla progressione o cercando al più presto un rifugio/ricovero sicuro.
  • nel rifugio allontanarsi dall’ingresso e da eventuali finestre e aspettare che il tempo si calmi, i temporali estivi durano in media 1 ora e la fase più intensa con elevata attività elettrica poco più di mezz’ora.
  • evitare di passare vicino agli specchi d’acqua (canaloni, impluvi, zone di scorrimento d’acqua, etc.) e non sostare nelle vicinanze dei torrenti che potrebbero ingrossarsi rapidamente e diventare pericolosi.
  • non accendere assolutamente fuochi all’interno dei rifugi, chiudere porte e finestre, staccare ed evitare contatti eventuali collegamenti metallici con l’esterno (antenna tv, apparati elettrici, cavi telefonici), evitare la doccia ed il contatto con rubinetti d’acqua.
  • Fare attenzione ai percorsi resi scivolosi dalla pioggia, specie in presenza di roccia, fogliame e prestare attenzione ai corsi d’acqua che, se in piena, possono essere di difficile attraversamento anche dove normalmente non lo sono.
  • Liberarsi di oggetti metallici, anche se di piccole dimensioni (ganci, cinghiette, catenine, etc.), evitando il contatto diretto, spegnere completamente il cellulare.
  • Nnon transitare o sostare sotto alberi o pali isolati, lungo gli argini dei corsi d’acqua, sopra ponti o passerelle, evitare di essere unici soggetti verticali dominanti rispetto alla zona circostante.
  • Evitare i sottopassaggi e non cercare di spostare le autovetture se investite da elevate masse d’acqua.
  • Anche se coperti (roccia, tettoia, veranda, etc.), evitare di essere a contatto con zone di scorrimento di acqua, anche se in forma di piccoli rigagnoli, isolarsi dal terreno con qualsiasi materiale isolante a disposizione: zaino, sacco a pelo, corda (se asciutti).
  • Ricordarsi che un fulmine può essere pericoloso se ci colpisce direttamente, ma anche se investiti dalla corrente di dispersione, di conseguenza è importante toccare il terreno in un solo punto, ad esempio saltellando o stando coi piedi uniti ed accucciati.
  • La corrente sviluppata da un fulmine può provocare la morte, arresto respiratorio o cardiaco, scottature, bruciature della pelle e contrazioni involontarie e brusche dei muscoli che possono provocare anche fratture ossee.
  • Le persone colpite da fulmine generalmente non sono cariche elettricamente e dunque normalmente non si rischia nulla a prestare loro soccorso.
  • L’80% delle persone vittime di fulminazione sopravvive: respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco possono salvare la vita.
  • Durante lo svolgimento di qualsiasi attività all’aperto, osservare sempre attentamente l’evoluzione repentina delle condizioni del tempo (annuvolamenti, raffiche di vento, abbassamenti temperature) ed in caso di avvistamento ed avvicinamento di temporali ridurre il rischio trovando in tempo adeguato riparo.

COME AFFRONTARE I TEMPORALI

Siccome i temporali sono imprevedibili, i tradizionali mezzi a disposizione del “sistema regionale di protezione civile” non possono essere impiegati, né si possono mettere in stato d’allerta le componenti del sistema di protezione civile per fenomeni la cui localizzazione ed intensità non sono noti in anticipo, in quanto non si possono schierare efficaci mezzi di difesa.

L’unica prevenzione efficace consiste pertanto nei comportamenti corretti che vanno tenuti dai cittadini, in particolare da chi compie escursioni ed ascensioni in montagna o soggiorna in campeggio.

Le principali raccomandazioni sono:
evitare i comportamenti “a rischio”: prestare attenzione alle condizioni del tempo, consultando sempre le previsioni meteorologiche (per la Valle d’Aosta il sito regionale all’indirizzo o i numeri telefonici 0165 40256 – 0165 238222);
al verificarsi di temporali, forti raffiche di vento o grandinate evitare le manifestazioni all’aperto, gli specchi d’acqua, le escursioni in montagna;
ripararsi in casa, chiudere saldamente porte e finestre o, se possibile, portarsi comunque al riparo;
evitare di usare l’automobile ed evitare di conseguenza di mettersi in viaggio se non strettamente necessario;
se si è in viaggio e ci si rende conto che la precipitazione è molto violenta è consigliabile fermarsi e trovare riparo nello stabile più vicino e sicuro;
usare la massima prudenza nella guida riducendo la velocità e aumentando le distanze di sicurezza: al volante di un auto è molto difficile evitare di essere colpiti da alberi e pali abbattuti dal vento!
non transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua sopra ponti o passerelle;
fare attenzione prima di percorrere sottopassaggi e non cercare di spostare le autovetture se investite da masse d’acqua.
IL PROBLEMA DEI FULMINI

Per quanto riguarda il pericolo rappresentato dai fulmini, si ribadiscono alcuni consigli per evitare di esporsi involontariamente a rischi:
in casa ci si trova al sicuro, ma è meglio staccare televisione ed elettrodomestici, evitare di fare la doccia, non utilizzare apparecchiature telefoniche fisse ed evitare il contatto con oggetti metallici collegati all’esterno (es. rubinetti, radiatori, impianto elettrico);
se ci si trova in auto restare all’interno della vettura senza toccarne le parti metalliche, e tenere i finestrini chiusi;
evitare di stare in luoghi aperti e cercare di non essere l’unico soggetto verticale in un ampio spazio vuoto;
tenersi il più possibile lontani da alberi isolati, tralicci e oggetti o strutture puntute, specie se metalliche (es. macchinari in generale, antenne e ombrelloni);
non sostare sotto tettoie o balconi;
non entrare in contatto con specchi d’acqua (piscine, laghi o fiumi), ed evitare di stare vicino a dove può scorrere l’acqua;
i capelli che si sollevano, crepitii, fiammelle azzurre (fuochi di S. Elmo) sui comignioli e sugli angoli dei tetti: sono segnali che un fulmine potrebbe scaricarsi a breve su quella zona.
PER CHI FREQUENTA LA MONTAGNA

Al fine di ridurre il rischio di essere colpiti da fulmini, oltre alle precauzioni sopra indicate:
informarsi sempre presso gli uffici guide in merito alle condizioni degli itinerari ed alle previsioni meteo, se non lo si è già fatto da casa;
se si notano delle nubi a sviluppo verticale già al mattino, allora è probabile che nel corso della giornata si sviluppino dei temporali; più elevate sono la foschia e la sensazione di afa nelle valli, più tale probabilità aumenta ulteriormente;
per prevedere lo spostamento di temporali già in atto, osservare verso quale direzione punta la parte più alta del cumulonembo (incudine);
di notte il bagliore dei fulmini si può scorgere a decine di chilometri di distanza, mentre se si sente il tuono il temporale si trova a pochi chilometri da noi: un ritardo di circa 10 secondi fra il lampo e il tuono significa che siamo distanti circa 3 chilometri dal temporale;
ricordarsi che la vita media di un temporale è di circa 1 h, e che la fase più intensa difficilmente supera la mezz’ora: di conseguenza, cercare un riparo alle prime avvisaglie di temporale (per esempio all’interno delle grotte, non all’imbocco) ed attendere che i fenomeni si attenuino;
in ogni caso, allontanarsi rapidamente dalle cime e dalle creste; fare attenzione alle corde e ai cavi delle vie ferrate, specie se bagnati; non rimanere sotto rocce o alberi isolati; nei boschi stare lontani dai tronchi degli alberi più alti e dai rami bassi;
evitare i canaloni, i colatoi ed i camini rocciosi: seguendo l’umidità e le correnti d’aria, il fulmine si insinua in questi varchi;
non dare la mano ai compagni di escursione e stare distanziati una decina di metri;
non stare nelle vicinanze dei torrenti: si ingrossano rapidamente e possono diventare pericolosi, soprattutto per chi fa “torrentismo” o pesca;
non accendere fuochi: il calore svolge una forte funzione catalizzatrice;
isolarsi al massimo dal terreno con qualsiasi materiale isolante a disposizione: zaino, sacco a pelo, corda (se asciutti); liberarsi da qualsiasi oggetto metallico (piccozze, ramponi, sci, moschettoni, chiodi) ponendolo ad una certa distanza;
un fulmine può essere pericoloso non solo se ci colpisce direttamente, ma anche a causa della cosiddetta “corrente di passo”: la corrente del fulmine rimane sulla superficie del terreno e diminuisce di intensità allontanandosi dal punto di caduta, di conseguenza è importante toccare il terreno in un solo punto, ad esempio saltellando o stando accucciati coi piedi uniti (la diferenza di potenziale tra il suolo sotto un piede e l’altro può essere pericolosa); evitare di sdraiarsi o di appoggiarsi alla roccia;
la corrente sviluppata anche da un fulmine molto piccolo può essere sufficiente a provocare arresto respiratorio o cardiaco, bruciature della pelle e contrazioni involontarie dei muscoli che possono indurre dei bruschi movimenti incontrollati o addirittura provocare delle fratture alle ossa. I fulmini di potenza elevata generalmente provocano la morte. Le persone colpite da fulmine non sono cariche elettricamente e dunque non si rischia nulla a prestare loro soccorso. L’80% delle persone vittime di fulminazione sopravvive: respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco possono salvare la vita!

http://www.regione.vda.it/protezione_civile/alpinismo_i.asp

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