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Bryonia alba

Ho trovato questa pianta la Bryonia, nei pressi di San Pellegrino di Norcia, su un sentiero non molto assolato.

La pianta è conosciuta anche con il nome rapa del diavolo, zucca marina o vite bianca.

Bryonia

E’ molto diffusa in Europa meridionale e in Italia, dove cresce in quasi tutte le regioni dal Nord al Sud, principalmente ai margini dei boschi, in cima a siepi e cespugli.

Bryonia fiore

La Bryonia è una pianta rampicante caratterizzata da radice carnosa di grandi dimensioni che si divide poi in fusti rampicanti: la pianta fiorisce nei mesi di aprile-maggio.

La pianta è velenosa per l’uomo: basta infatti l’ingestione di alcune bacche per provocare problemi gastro intestinali o conseguenze molto più serie, in alcuni casi fatali.

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Ciavardello

Il Ciavardello appartiene alla famiglia delle Rosaceae, è un albero alto 15-20 m oppure un arbusto alto 1-7 m, con chioma globosa, irregolare e densa, appiattita. L’aggettivo “torminalis” deriva dal fatto che tormina significa colica, infatti i suoi frutti venivano usati per trattare la colite. Il tronco, che ha la corteccia liscia grigio-bruna macchiata da lenticelle chiare che diventa rugosa e screpolata con il tempo, è eretto a volte policormico, con rami ascendenti bruno grigiastri, lucidi e angolosi. La corteccia una volta era usata come colorante rosso-bruno.

I frutti ricchi di vitamina C sono pomi ovoidali dal sapore acidulo, rossastri prima e poi color ruggine e punteggiati da lenticelle, li ho mangiati e devo dire che una volta maturi hanno un buon sapore sembra marmellata.

Contengono 4 semi rosso bruni e restano sulla pianta tutto l’inverno, fornendo cibo agli uccelli proprio come il Sorbo degli uccellatori (e difatti anche il Ciavardello viene impiegato per attirare l’avifauna migratoria a scopo venatorio).

Con i suoi frutti maturi si possono preparare marmellate e sciroppi, oppure previa fermentazione un distillato di elevato valore economico. Il suo polline non è allergenico. Arriva a 100 anni di età, ma solo di rado.

Camomilla selvatica

Camomilla selvatica

Nel periodo estivo, si nota maggiormente le infiorescenze della camomilla bastarda (Anthemis arvensis L.), ne ho trovata in varie zone sotto l’appennino umbro a circa 700 metri di quota, ho fatto seccare i fiori per qualche giorno e poi, l’ho messa in un barattolo ermetico.

Questa camomilla bastarda ha le stesse proprietà della camomilla classica ma più blande è un ottimo calmante.

Il periodo di raccolta è quello da maggio a giugno, la conservazione deve avvenire in luoghi asciutti e ventilati, per evitare la formazione di muffe.

La camomilla bastarda viene utilizzata per sedare gli spasmi di stomaco e intestino e contro ogni tipo di colica. E’ utilizzata anche come febbrifugo e antiallergico, per infiammazioni agli occhi vengono fatti degli impacchi di camomilla.

Io la uso solitamente come tisana, la sera prima di andare a letto.