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Bryonia alba

Ho trovato questa pianta la Bryonia, nei pressi di San Pellegrino di Norcia, su un sentiero non molto assolato.

La pianta è conosciuta anche con il nome rapa del diavolo, zucca marina o vite bianca.

Bryonia

E’ molto diffusa in Europa meridionale e in Italia, dove cresce in quasi tutte le regioni dal Nord al Sud, principalmente ai margini dei boschi, in cima a siepi e cespugli.

Bryonia fiore

La Bryonia è una pianta rampicante caratterizzata da radice carnosa di grandi dimensioni che si divide poi in fusti rampicanti: la pianta fiorisce nei mesi di aprile-maggio.

La pianta è velenosa per l’uomo: basta infatti l’ingestione di alcune bacche per provocare problemi gastro intestinali o conseguenze molto più serie, in alcuni casi fatali.

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camomilla selvatica

Camomilla selvatica

Nel periodo estivo, si nota maggiormente le infiorescenze della camomilla bastarda (Anthemis arvensis L.), ne ho trovata in varie zone sotto l’appennino umbro a circa 700 metri di quota, ho fatto seccare i fiori per qualche giorno e poi, l’ho messa in un barattolo ermetico.

Questa camomilla bastarda ha le stesse proprietà della camomilla classica ma più blande è un ottimo calmante.

Il periodo di raccolta è quello da maggio a giugno, la conservazione deve avvenire in luoghi asciutti e ventilati, per evitare la formazione di muffe.

La camomilla bastarda viene utilizzata per sedare gli spasmi di stomaco e intestino e contro ogni tipo di colica. E’ utilizzata anche come febbrifugo e antiallergico, per infiammazioni agli occhi vengono fatti degli impacchi di camomilla.

Io la uso solitamente come tisana, la sera prima di andare a letto.

rosolaccio

Rosolaccio

Ho raccolto nel mese di giugno i petali di papavero selvatico o rosolaccio e li ho messi a seccare, sono diventati di un rosso scuro, anche se ne ho raccolti tanti, in essiccamento si sono più che dimezzati, quindi la raccolta deve essere abbondante.

Caratteristiche generali papavero selvatico

II Papavero selvatico, pianta erbacea annuale spontanea il cui nome sceintifico è Papaver rhoeas appartiene alla famiglia delle Papaveraceae ed è una specie cosmopolita che ritroviamo un po’ ovunque in Asia, in Africa ed in Europa, nelle zone a clima temperato.

I fiori sono grandi, solitari, portati da lunghi peduncoli e si formano o all’apice del fusto o all’ascella delle foglie. Sono formati da due sepali che cadono quando si aprono i 4 petali di colore rosso sangue che alla base di solito hanno una macchia nera. Sono ermafroditi, sprovvisti di nettare (caratteristica di tutte le Papaveraceae) di conseguenza l’impollinazione avviene tramite gli insetti che sono attirati dai colori vivaci dei fiori e non dal nettare.

I frutti sono delle capsule ovoidali che contengono i semi che si diffondono in seguito a forti scosse di vento perchè i pori si trovano nella parte alta della capsula che una volta matura non si piega.

Parti utilizzate della pianta

Del papavero selvatico (rosolaccio) si usa tutta la pianta raccolta prima della fioritura anche se i petali rossi sono quelli maggiormante utilizzati. Appena raccolti, di solito tra maggio e luglio, vengono subito essicati all’ombra ed in ambienti caldi e ventilati. Una volta secchi i petali diventano di colore rosso ancora più intenso e si conservano in recipienti ermetici di vetro o porcella e al buio.

Come si usa

Per uso interno i petali possono essere usati come infuso o decotto come blando sedativo. Infatti le sue proprietà calmanti e leggermente narcotiche sono dovute agli alcaloidi presenti che fanno si che venga usato contro l’insonnia, per la tosse insistente, la pertosse e l’asma bronchiale.

Secondo alcuni per uso esterno l’infuso dei petali farebbe bene nei casi di mal d’orecchio o ascessi dentali.

I semi sono l’unica parte della pianta priva dei principi attivi, sono infatti anche commestibili e usati nell’industria dolciaria ed in panetteria. Da essi si estrae un olio considerato molto pregiato ed ottimo come lenitivo ed emolliente.

I cataplasmi caldi degli infusi dei fiori sono ottimi applicati sulle palpebre come antiinfiammatorio. E’ anche un tonico contro le rughe: si fanno macerare 50 gr di fiori in mezzo litro di acqua bollente per mezz’ora, quindi si filtra e si spremono bene i fiori. Con il liquido ottenuto si fanno degli impacchi al mattino ed alla sera per alcuni giorni. Non è necessario prepararlo ogni volta. La parte rimanente può essere conservata in frigorifero.

Gli antociani presenti rendono i petali ottimi come coloranti. Come colorante si usa il fiore intero in questo modo: si prende ad esempio un maglione che si vuole tingere e si immerge in un decotto di fiori lasciati in infusione per qualche ora poi si fa bollire per tre quarti d’ora. Quindi si lascia raffreddare con il capo in ammollo. Come mordente si usa l’allume di potassio.

In cucina i germogli di rosolaccio sono ottimi anche crudi ad insalata. Possono anche essere cotti con le minestre o polenta oppure fritti con farina e uova per fare delle frittelline. 

Ciavardello

Il Ciavardello appartiene alla famiglia delle Rosaceae, è un albero alto 15-20 m oppure un arbusto alto 1-7 m, con chioma globosa, irregolare e densa, appiattita. L’aggettivo “torminalis” deriva dal fatto che tormina significa colica, infatti i suoi frutti venivano usati per trattare la colite. Il tronco, che ha la corteccia liscia grigio-bruna macchiata da lenticelle chiare che diventa rugosa e screpolata con il tempo, è eretto a volte policormico, con rami ascendenti bruno grigiastri, lucidi e angolosi. La corteccia una volta era usata come colorante rosso-bruno.

I frutti ricchi di vitamina C sono pomi ovoidali dal sapore acidulo, rossastri prima e poi color ruggine e punteggiati da lenticelle, li ho mangiati e devo dire che una volta maturi hanno un buon sapore sembra marmellata.

Contengono 4 semi rosso bruni e restano sulla pianta tutto l’inverno, fornendo cibo agli uccelli proprio come il Sorbo degli uccellatori (e difatti anche il Ciavardello viene impiegato per attirare l’avifauna migratoria a scopo venatorio).

Con i suoi frutti maturi si possono preparare marmellate e sciroppi, oppure previa fermentazione un distillato di elevato valore economico. Il suo polline non è allergenico. Arriva a 100 anni di età, ma solo di rado.

cucina trappeurs

Una cosa molto interessante è la cucina trappeurs, con questo metodo possiamo cuocere svariati tipi di alimenti come il pane, carne, pesce, verdure.

La cucina dei Trappeurs era una cucina semplice e d efficace senza l’utilizzo di vettovaglie, la utilizziamo spesso nei nostri corsi.

Trappeurs erano dei formidabili cacciatori di pellicce, per lo più concentrati nella zona della Montagne Rocciose nel Nord America.

In questa foto vediamo come possono essere disposti gli alimenti con due tronchi paralleli, costruzione di una griglia e i bastoncini per tenere il cibo, fatti con del legno trovato sul posto (attenzione utilizzate legni che conoscete non quelli di piante velenose!).

topinambur

Il topinambur (Helianthus tuberosus) questa pianta originaria del Nord America possiede numerose proprietà, oltre che nutrizionali, anche un toccasana per la salute.

radice di topinambur

Svolge una funzione attiva nella regolazione della diabete, colesterolo, aumenta l’allattamento, rinforza il sistema immunitario.

Contiene una certa quantità di carboidrati, potassio, numerose vitamine tra cui la famosa vitamina C, inulina,

Può essere mangiato crudo in insalata o cotto al forno come le patate.

radici pulite e lavate

Se cotte al forno tagliatele a fettine, condite con sale, olio e spezie.

Mettete in forno per 30 minuti a 180 gradi.

cotto al forno

Gara di atl-atl

L’associazione Sibillini Adventure organizza la Gara di lancio dell’atl-atl un attrezzo antico, precursore dell’arco; consiste in un propulsore che permette di lanciare un asta o giavellotto ad una certa distanza.
La gara è aperta a tutti previo tesseramento csen, termine iscrizioni entro il 20 giugno 2018.
Per chi non è fornito dell’atl-atl, possiamo darvelo noi.
La gara si svolgerà su di un percorso stabilito con bersagli a varie distanze.
Per informazioni e iscrizioni 348.7288365 – info@sibilliniadventure.it

Corsi di formazione Sibillini Adventure

Nuovi corsi di formazione che la Sibillini Adventure con il patrocinio del Comitato di Perugia, organizza per l’anno 2018-2019, tra cui i corsi per istruttore di tiro con arco, corsi per istruttore di escursionismo, corsi per istruttore di survival, questi corsi permettono il rilascio del diploma nazionale per la qualifica di tecnico riconosciuto dallo CSEN e CONI facenti parte delle specialità elencate dal CONI.
Per maggiori informazioni puoi andare sui seguenti link: