I
Monti Sibillini fanno parte dell'Appennino centrale, si trovano
al confine tra l'Umbria e le Marche, seguendo una direzione
da Nord a Sud hanno una lunghezza
di circa 40 km questa catena costituisce uno degli angoli più selvaggi
di tutto l'Appennino, a causa della sua posizione geografica, i
Monti Sibillini sono maggiormente esposti dalle perturbazioni
meteorologiche che provengono da nord e nord-est.
Tra le specie animali più importanti troviamo: il lupo
appenninico, il capriolo, la volpe l'istrice,
il gatto selvatico, il cinghiale, l'aquila reale, la
poiana, il falco pellegrino, il gufo reale, il gheppio, la civetta.
Per quanto riguarda le specie vegetali arboree prevalgono: il faggio,
la quercia, il sorbo, il frassino, tra le
specie vegetali erbacee: la genziana, il tulipano, la
stella alpina e appenninica, il narciso, il timo, la felce.
Milioni di anni fa l'area dei Monti Sibillini era sommersa dal mare, gli
animali marini e le aghe che si depositavano sul fondo formavano
i sedimenti, questi man mano che aumentavano creavano degli strati, del
peso di milioni di tonnellate, che compattavano
i sedimenti sottostanti con enormi pressioni, formando
le rocce che oggi noi vediamo costituire
la catena dei Monti Sibillini.
A causa del movimento della crosta terrestre, questi
enormi strati rocciosi affiorarono formando quella che oggi
chiamiamo la catena dei Monti Sibillini, non è
raro durante le escursioni trovare resti di fossili marini.
Il tipo di formazione rocciosa prevalente
è il calcare massiccio, che viene sottoposto costantemente
al fenomeno carsico, l'acqua nel suo delfuire scava nella roccia
delle vere e proprie grotte sotterranee,
sulla superficie il carsismo si nota dalla formazione delle cosidette
doline o inghiottitoi, tipico è il Fosso dei Mergani sul Pian Grande.
Nel 1993 dopo numerose battaglie per
la salvaguardia dell'ambiente naturale di questi monti, viene
istituito ufficialmente il Parco Nazionale
dei Monti Sibillini con un estensione di circa 70.000
ettari per informazioni www.sibillini.net
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